Giovani e attivismo ambientale – 22 gennaio all’ITI

Giovani e attivismo ambientaleSe ne parla mercoledì 22 all’ITI in un evento gratuito

Biella, 10 gennaio. Sempre di più sono gli adolescenti che si interessano e partecipano a eventi riguardanti l’ambiente, a partire da quelli legati allo sciopero climatico della giovane svedese Greta Thunberg.

Anche la nostra scuola, sempre aggiornata sulle novità tecnologiche e legate all’attualità, ha pensato di organizzare un evento formativo, dal titolo “Un futuro più ‘luminoso’ per le tartarughe marine e i nostri oceani”, invitando una personalità biellese preparata e attiva sul tema.

L’incontro, pensato per gli studenti e per le loro famiglie, è a ingresso gratuito per consentire a chiunque sia interessato all’argomento di partecipare e porre domande sul tema ambientale e sulle motivazioni per cui è divenuto così popolare tra i giovanissimi.

L’evento di mercoledì 22 gennaio alle ore 18.30, nell’aula magna dell’Istituto, vedrà la partecipazione della nostra concittadina Alessandra Bielli, biologa marina, che ha lavorato per l’università di Exeter, il Ministero dell’ambiente delle isole Cayman e ONG del Guatemala e del Perù. L’incontro sarà moderato dalla professoressa Adriana Comoglio.

Ecco cosa ci racconta Alessandra.

Cresciuta a Valdengo, ho frequentato il Liceo Scientifico Avogadro indirizzo doppia lingua. Vista la mia passione per le lingue e per la biologia, ho deciso di studiare oceanografia all’università Aix-Marseille, in Francia. Durante la mia laurea triennale, ho iniziato a interessarmi alle tartarughe marine, per cui ho passato un mese in Nuova Zelanda per scrivere la mia tesi sulla dieta delle tartarughe verdi in Nuova Zelanda.

Tra la laurea triennale e magistrale, ho fatto esperienza pratica in progetti di salvaguardia delle tartarughe marine. In Costa Rica, come Assistente di Ricerca, ho aiutato per tre mesi a monitorare le tartarughe marine che nidificano in un’area marina protetta, proteggendole da bracconieri e predatori naturali. In seguito, sono stata la coordinatrice dei volontari di una ONG in Guatemala, dove oltre alle attività di salvaguardia, si effettuava anche riabilitazione di tartarughe marine e educazione ambientale.

La laurea magistrale in Conservazione e Biodiversità all’università di Exeter (UK) è stata il passo seguente. Per la mia tesi ho collaborato con una ONG peruviana, Pro Delphinus, che collabora con i pescatori locali. Insieme abbiamo testato una nuova tecnologia creata per ridurre la pesca accidentale di tartarughe, cetacei e uccelli marini. Si tratta di luci LED che vengono applicate alle reti da pesca e, come mostrano i risultati della nostra ricerca, riducono dell’80% la probabilità di catturare specie che non sono l’obiettivo della pesca. Questo studio è stato pubblicato su “Biological Conservation”, un giornale scientifico, e le luci LED stanno venendo testate in molte altre regioni incluso il Mediterraneo.

In parallelo alla ricerca, ho insegnato come Assistente di Laboratorio all’università di Exeter, finché non sono tornata a lavorare sul campo per il ministero dell’ambiente delle isole Cayman, che monitora la popolazione di tartarughe marine da 20 anni.

La mia presentazione parlerà del ciclo di vita delle tartarughe marine, dell’impatto della pesca su questi animali e delle luci LED, una delle poche soluzioni che sono state finora trovate al problema globale della pesca accidentale.

Credits: Pro Delphinus